acqua di san Giovanni
Natura

L’acqua di San Giovanni

Il 24 giugno è la festa di San Giovanni, deriva però da antichi festeggiamenti pagani, legati alla natura, al solstizio, alla purificazione.

Nell’antichità, presso diverse popolazioni, il periodo del solstizio veniva festeggiato tra il 20 e il 25 di giugno: si celebrava il trionfo della luce, del sole, che arriva proprio in questi giorni al suo culmine. Durante il solstizio d’estate si vive la giornata più lunga dell’anno, dove il sole sembra quasi rimanere immobile nel cielo, prima di cominciare l’inesorabile discesa verso l’inverno.

In epoca romana il 24 si celebrava la dea Fortuna, con feste caotiche simili ai saturnali. In nord Europa si festeggia ancora il Midsommar, con danze e falò.

Il cambio di stagione dà inizio al periodo fertile dei campi: i frutti si possono raccogliere e le erbe nei campi hanno raggiunto la massima concentrazione di oli essenziali.

Eccoci quindi, siamo arrivati alla nostra acqua di san Giovanni!

Nella notte tra il 23 e il 24 di giugno, dopo mezzanotte ma prima dell’alba, si usa raccogliere fiori spontanei ed erbe profumate nei boschi o nel proprio giardino. Si inseriscono in una ciotola o una bottiglia riempita poi di acqua. Quest’acqua va lasciata all’aperto tutta la notte, in modo da raccogliere la rugiada che, si dice, in questa particolare notte sia magica!

La mattina del 24 ci si lavano mani e viso con l’acqua di san Giovanni: il mito racconta che quest’acqua porti fortuna, amore e salute!

Alcune versioni della leggenda suggeriscono che le donne debbano utilizzare l’acqua per lavarsi solo il viso, mentre gli uomini debbano utilizzarla solo per le mani. In passato non era raro trovare donne che si immergevano nude nell’acqua, per ricavarne il massimo delle benedizioni per la bellezza e la fertilità!

 

Come si prepara?

La notte tra il 23 e il 24 di giugno recatevi nel vostro giardino, in un parco o un bosco vicino, poi iniziate a recidere fiori e foglie di piante aromatiche. L’importante è fare tutto con il massimo rispetto per la natura: prendiamo solo il minimo indispensabile, in poche quantità, senza rovinare nulla.

Qualche esempio di pianta da raccogliere? Timo, lavanda, menta, rosmarino, fiori di malva, papavero, rose…

La pianta più famosa da raccogliere per questo infuso è l’iperico, pianta dai fiorellini gialli detta anche “erba di san Giovanni”.

Io ho raccolto lavanda, rosmarino, assenzio, abrotano, elicriso, menta, salvia classica, salvia bianca, coriandolo, basilico, fiori di rose e radichella.

fiori appena raccolti
fiori appena raccolti

La mattina ho filtrato l’acqua e ho apprezzato appieno la freschezza di quest’acqua magica su mani e viso!

Con i fiori avanzati si possono riempire dei sacchettini di tulle da posizionare sotto al cuscino per assicurarsi sogni rivelatori (questo è anche il periodo della realizzazione dei propri progetti!), si possono conservare come portafortuna oppure si possono bruciare in un falò a scopo purificatorio e per rafforzare l’energia del sole.

acqua di san Giovanni
acqua di san Giovanni

Buona luce!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.